venerdì, aprile 27, 2007

Food design:Cioccolato e design, la creatività e l’innovazione al servizio del gusto












La produzione del cioccolato in Italia, e in Piemonte in particolare, è da sempre legata al mondo dell'artigianato e dell'eccellenza, ma con difficoltà trova un legame immediato con la parola “design”. Il cioccolato artigiano rischia di essere collegato all'idea di un prodotto classico, fuori moda, lontano da quel concetto di appeal che è invece l'elemento che distingue un oggetto di design.

Nella quinta edizione di Cioccolatò, la CNA Torino insieme ad ALTREMENTI, “fucina contemporanea di giovani creativi”, al fine di rilanciare l'immagine del distretto del cioccolato di Torino, ha organizzato un concorso chiamato «CioccolaTò.3ds», patrocinato dalla Camera di Commercio di Torino, dalla Regione Piemonte, dal Comune di Torino a cui molti giovani designer hanno partecipato.


La collaborazione tra CNA e ALTREMENTI nasce all'esigenza di fare incontrare i diversi know-how: quello del designer e quello dell'artigiano e della piccola industria. La designazione di Torino, capitale mondiale del design nel 2008, deve essere un occasione per fare innovazione di prodotto e per rilanciare l'immagine delle aziende del distretto del cioccolato piemontese, avvalendosi di tutte le competenze e delle specialità presenti nel territorio.
Vorrei spendere alcune parole per la rivista ALTREMENTI nata nel giugno del 2003 da una simpatica idea di giovani designer torinesi.

Tra le tante collaborazioni spiccano il presidente fondatore della rivista Daniele Alberti, e i redattori Dario Bovero, Paolo Stenech, Jacopo Trivero.

La rivista, è un’occasione per noi giovani designer emergenti di mostrare al pubblico il risultato di nuovi studi e progetti, in più comprende alcune rubriche interessanti come proto design, ricerca progettazione e soprattutto una raccolta dei progetti più interessanti lanciati da molte manifestazioni di design. Se voltete saperne di più dell’associazione potete scaricare la rivista dal sito www.fucina-altrementi.it

Un tocco di zenzero con la collaborazione di Daniele ha selezionato alcuni elaborati che, sia io che Sandra riteniamo particolarmente innovativi e simpatici.

Ecco un esempio pratico di come il cibo diventa proposta progettuale e di come l’interazione di forma e gusto non è mai casuale ma oggetto di studio sia da parte di chef, in questo caso maestri cioccolatai e designer.

Il nome dice tutto: un gioco goloso…che diverte soprattutto il palato.

I cioccolatini Legoloso riprendono un gioco conosciuto da tutti, il LEGO appunto, copiandone le forme e le dimensioni, ma utilizzando un altro materiale, il cioccolato.

Il gioco sta appunto nel creare nuove ed azzardate combinazioni di gusti e colori.

E allora perché non provare a “montare” un prelibato cioccolatino al latte ricoperto da uno strato di cioccolato allo zenzero?

Provare per credere!


Micaela Ballario





















link:

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Lego

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mercoledì, marzo 14, 2007

Food design: beansoup o coca cola??































A volte immagino cosa potrebbe trovare tra migliaia di anni un archeologo alla ricerca di una cultura perduta: la nostra.

La risposta è ovvia… La COCA COLA!!! O meglio la bottiglia della Coca Cola!

Una bevanda che sintetizza il nostro modo di vivere e di nutrirci. Sinonimo di dinamismo, gusto e praticità. E’ lo specchio della società del ventesimo (anche se siamo nel ventunesimo) secolo dove la prepotenza martellante dei mass media annulla quasi ogni possibilità di giudizio autonomo, dove pubblicitari e psicologi si riuniscono per cercare il modo di rendere il consumatore un autentico schiavo delle marche, privo di ogni capacità di scelta autonoma. E se gli artisti, gli scrittori, e i comunicatori sono i profeti del nostro tempo, coloro che hanno il compito di lasciare “gli scritti”, unica testimonianza della nostra cultura incline al consumismo portato all’estremo, sono dell’idea che Andy Warhol sia il "creativo per eccellenza" almeno per ciò che riguarda la cultura alimentare del nostro tempo. D'altronde Lui è stato il primo ad immortalare i cibi in scatola e le bottiglie, a far vedere come il consumo popolare tocchi tutte le classi sociali, infatti egli stesso dice: “Ciò che è grande di questo paese è che l'America ha iniziato la tradizione per cui i consumatori più ricchi comprano per la maggior parte le stesse cose di quelli più poveri. Tu puoi vedere alla tv la pubblicità della Coca-Cola e sai che il Presidente beve Coca-Cola, Liz Taylor beve Coca-Cola e anche tu puoi bere Coca-Cola. Una Coca-Cola è una Coca-Cola e non c'è denaro che ti consenta di berne una più buona di quella che sta bevendo un barbone all'angolo.”

In fondo anche Warhol puntava al consumismo privo di significato infatti il suo principale obiettivo era la massima circolazione delle sue opere e la loro diffusione in tutto il mondo. Quindi perché non usare un’icona che a quel tempo era ormai sulla cresta dell’onda? L’uso della creatività è il segreto per dar vita a tutto questo: unire due categorie apparentemente distanti tra loro per ottenere un ibrido, come la cultura popolare e l’arte.

Ed è in onore ad Andy Warhol e alla necessità che ognuno di noi ha di creare cose sorprendenti o meglio ancora stravaganti pronte a regalare un sorriso anche a tavola, che vi presento il piatto di oggi, una semplice zuppa di fagioli che tanto semplice non è…a volte il food design viene inteso come contenitore del cibo, spesso la tecnologia e la ricerca da sole non bastano… per dare un valore aggiunto alla ricetta anche il piatto e la presentazione fanno la differenza... quindi procuratevi una bottiglia di coca cola in vetro e lavatela accuratamente.
Seguite attentamente la ricetta che vi indica Sandra. Versate la zuppa nella bottiglia chiudetela con un tappo e servite il tutto con un apri-bottiglia. Mi raccomando la zuppa deve essere rigorosamente bevuta alla bottiglia!!! buon divertimento.

Micaela Ballario

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E ora la ricetta per la zuppa (crema) di fagioli in bottiglia!!

fagioli borlotti grammi 400 (barattolo Ecor Bio)
carota 1
1/2 cipolla
costa di sedano 1
olio e.v.di oliva ligure 2 cucchiai
sale e pepe q.b.

n.b.per velocizzare il procedimento ho utilizzato dei buoni fagioli bio in scatola.. se potete, usate quelli freschi o in alternativa quelli secchi ( dopo averli messi a bagno per almeno 12/16 ore)

preparare il soffritto... scaldare l'olio in una pentola e soffriggete le verdure..scolate i fagioli e metteteli nella pentola, insaporite e coprite con acqua..fate cuocere per circa 15/20 minuti..a questo punto togliete dal fuoco frullate e passate il tutto allo chinois ( o al setaccio )...
trasferite la crema in una bottiglietta della coca cola ...
servite tiepida e ...buon assaggio! :)

gustosissima!!

Parte tecnica Micaela Ballario
Parte esecutiva e fotografie Sandra Salerno

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